5.2 Prenotazioni dirette / fedeltà effetto google/trivago
5.2
Prenotazioni dirette / fedeltà effetto
google/trivago
In tempi
passati, ovvero quando ancora internet non aveva tutto l’impatto di adesso sul mondo
alberghiero, ci si affidava al passaparola, ai Tour operator e alle aziende con
le quali l’hotel aveva stretto dei contatti
di lavoro (Business).
Quando
internet cominciò a prendere piede negli hotel ci si accorse che si potevano
raggiungere molte più persone e molto più velocemente, ed ecco le OTA. Ora, non
voglio qui dire quale fu la prima o cosa, io mi ricordo solo che le OTA cominciarono
a proliferare come funghi. Una delle prime comunque fu Booking.com, assieme ad
expedia.
Booking.com
comunque cambiò il mondo alberghiero e il modo di fare prenotazioni.
Queste
entravano a raffica, e da ogni parte del mondo; non si usavano Tour operator,
Oddìo pensandoci adesso, poco cambia ma a quei tempi c’era questa voglia di
affrancarsi dai TO, ma soprattutto le prenotazioni via web funzionavano… il
mercato si espandeva praticamente senza colpo ferire.
Nei
primi anni nessuno faceva caso al fatto che una buona parte del guadagno doveva
essere poi resa alla OTA sotto forma di provvigioni.
Da un
po’ di tempo a questa parte invece gli albergatori si sono resi conto del fatto
che dare il 18% ad una OTA è comunque
pagare una bella provvigione. Parlando con albergatori quando tento di far
capire questo fatto, loro sanno solo dire “ma tanto alzo il prezzo!” beh questo
non vuol dire guadagnare comunque; vuol
dire solo che se alzo il prezzo…
maggiore sarà la provvigione da pagare in percentuale e che, se nel proprio sito il prezzo è “X” e sulle ota
“X+2” e le prenotazioni continuano ad arrivare dal web… ecco che il prezzo
dell’ hotel può essere alzato a “X+2” senza paura.
Trivago:
Merita una menzione particolare; è vissuto nell’ ombra fino a primavera 2016,
momento in cui si è svegliato ed ha cominciato a fare pubblicità per il proprio
sito a tamburo battente. Non è una OTA, è “solo” un comparatore di prezzi, dove
tutti vogliono essere, specie appunto dalla data in cui è finita la Parity
Rate; dal momento in cui cioè gli hotel hanno cominciato a fare prezzi diversi
per proprio sito e tutte le altre OTA.
Trivago
quindi è diventato un must. Tante volte l’hotel si trovava su trivago senza
praticamente aver fatto nulla: bastava essere in una qualsiasi OTA che questa
pensava a presentare l’hotel…. Ma con i propri prezzi. Ogni OTA che vuol essere
presente deve pagare il suo Bid di Pay
per click. Per i non addentro, ogni volta che si prenota tramite Trivago su una
qualsiasi OTA questa riconosce una “provvigione” per il Click che reindirizza
il cliente sul sito dell’ OTA.
Cosa
buona quindi per le ota… anche perché tantissime volte il proprietario o
direttore dell’ hotel presente fuori dalla propria volontà non fanno nulla per
presentare il loro Hotel o meglio i propri prezzi, non capendo così però che
tramite un pay per click minimo, potrebbero cominciare quella che si chiama “disintermediazione”
Ecco appunto in Trivago un esempio di
voglia di disintermediazione e un nascondere la testa sotto la sabbia
Google. Non poteva esimersi dal creare a sua volta qualcosa
di più immediato: tra l’altro poteva sfruttare la scheda “my business” dei vari
hotel e quindi, comparatore prezzi delle varie OTA anche li e a richiesta,
previo pay per click anche, mi sembra logico, dell’ hotel proprietario della
scheda.
Naturalmente per poter usufruire di
questo servizio l’hotel deve avere un booking engine e questo deve essere
certificato google.
Questo, magari in sinergia con
Trivago sono uno dei migliori canali per riuscire a disintermediare dalle OTA,
ma attenzione: usando questi sistemi si dovranno usare anche le OTA,
sfruttandole però in maniera “negativa”, ovvero: se io venderò sul mio sito, e
quindi sarò presente su Trivago e su Google Hotel Ads ad un prezzo diciamo di
100,00 € notte, dovrò vendere per forza
sulle OTA a 110,00 €. Per far si che per il cliente finale sia meglio prenotare
sul sito dell’ hotel.
A ragione di ciò ormai moltissimi
produttori di Booking engine hanno messo dei comparatori anche sui siti degli
hotel che usano questo sistema; l’idea è buona ma bisogna ricordarsi in questo
caso che questo tipo di comparatore
funziona solo se il cliente è già sul sito… però come dico sempre io “deve
prima arrivarci” e la strada in questo caso è lunga. Diciamo che questa quindi
funziona come “tranquillante” per il cliente finale che avrà così un terzo
riscontro di “fare la cosa giusta”
Ormai la clientela degli hotel ha
imparato a “passare” prima da Trivago per guardare i prezzi, ma, se i prezzi il
cliente finale li può vedere direttamente sulla scheda “my business” la cosa è
più immediata, più veloce e una volta poi entrati nella pagina di prenotazione
dell’ hotel ed avuta l’ennesima rassicurazione sul prezzo migliore… gioco forza
che prenotare direttamente sarà naturale.
Ricordiamoci poi che per la
strategia giusta, all’ inizio e alla fine di stagione quello che porterà
comunque più introito, saranno le Offerte, di una parte delle quali abbiamo
parlato in precedenza.


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