Cap. 1 1.1 Io mi ricordo



CAPITOLO 







1.1    Io mi ricordo

Pensiamo, anzi, ripensiamo ad una cosa: come era prenotare una vacanza 30 o 40 anni fa. Io mi ricordo che se le vacanze le facevamo all’ estero ci affidavamo all’ agenzia di viaggi di fiducia; al contrario se la vacanza era fatta in Italia, beh in quel caso era veramente “L’avvenimento”; ovvero si aspettavano le vacanze pasquali, o se era propizio il ponte del primo maggio e tutta la famiglia partiva all’ avventura per andare sul posto a “vedere” l’hotel, la camera/le camere, discutere di prezzo e quindi prenotare .
Naturalmente le vacanze erano di minimo 15/20 giorni fino ad un mese; oggi praticamente fantascienza!
Difficilmente andavamo più di una volta in un luogo, e anche se succedeva, mai due volte nello stesso hotel… Tranne quando ci trovammo veramente bene ed allora successe che per 4 anni andammo, e posso dirlo perché non esiste (purtroppo) più a Riccione all’ hotel Haiti in Via Carducci. Un piccolo hotel di 40 camere color arancio e bianco e arredato come qualunque altro hotel degli anni 70:
una cancellata e ringhiera bianca, un dehors con i classici due dondoli, tavolini tondi (sponsor di una nota casa di gelati confezionati), sedie multicolori in struttura metallica  con la seduta e lo schienale in un unico filo di plastica che ti conciava cosce, sedere e schiena praticamente a righe e l’immancabile pino marino secolare che “piangeva” resina su uno dei dondoli.
Entrando reception a sinistra e a destra sala colazioni/ristorante; la hall con la TV e una rampa di scale che portava ai tre piani camere, immancabilmente numerate da 1 a 42 saltando i numeri 13 e 17.  Per l’epoca un classico.
Al comando della struttura la Signora Maria, la vera e unica “zdora” sempre in veste  da casa rosa o azzurra senza maniche, un “grembiale” bianco smerlettato e zoccoli anatomici in legno  aperti bianchi; braccia e polsi da chi è abituato a tirare chilometri di sfoglia; i suoi capelli ricci e neri raccolti in una cuffietta con crestina a rete bianca; due figli, un maschio che si occupava della reception, della sala e del bar, la figlia che invece rassettava le camere, e stava anche lei in  reception e una amica della figlia che dava una mano al ristorante per pagarsi le vacanze. Naturalmente la signora Maria era la regina indiscussa della cucina ed era lei la responsabile del Marketing e del Sales.
Ovviamente il marketing di quei tempi era mandare a Natale gli auguri ai clienti storici assieme ai nuovi prezzi della stagione a venire… e questa ultima era la parte sales.
La mia famiglia arrivava invece come dicevo direttamente in macchina, per le vacanze pasquali. Era un vero e proprio rito: partivamo alle 6:00 e alle 8:30 salvo imprevisti eravamo a Riccione di fronte all’ hotel passando per il passo di Via Maggio… praticamente due ore che mettevano a dura prova gli stomaci di tutti.
La Signora Maria sentendo chiudere gli sportelli dell’ auto si affacciava e battendo le mani le si illuminava il volto, e il saluto era sempre lo stesso: “Mo ve’ chi c’è!! Ben arrivati!” poi chiamava la figlia ordinando: “Porta il da bere per i signori!” il famoso “da bere” era Sangiovese per mio padre e mio nonno, aranciata per gli altri.  Io poi li mi “perdevo” perché cominciavo a smaniare per andare in spiaggia e quindi, mio nonno mi prendeva e mi ci portava, mentre gli altri si sceglievano la camera e mercanteggiavano sul prezzo della vacanza. Una volta espletato tutta la parte amministrativa e segnati i nomi nel “PMS” di legno di compensato per le camere e nel “papiro” della spiaggia salutavamo e per le due notti successive pernottavamo all’ hotel Savioli Spiaggia, che ad oggi è un gigante vuoto e abbandonato presso la marina di Riccione.
Quando racconto queste cose di regola i receptionist più giovani mi guardano basiti e di solito sorridono; insipienti ragazzi nati con internet.
Purtroppo non sono più quei tempi; e rimanere attaccati a queste tradizioni vuol dire fare una brutta fine



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